La porti un b—-e a Firenze

Dopo gli ultimi fantomatici colpi di Paratici mi è entrata in testa la canzone “La porti un bacione a Firenze” dove bacione diventa b—-e.

Sono tutti contentissimi di questo scoppiettante calcio-mercato: i giornalai in visibilio, ovunque si parla di noi, radio, televisione, carta stampata e siti, tutti fanno della Fiorentina la regina del mercato. I tifosi stanno già organizzando le sfilate per fine campionato. Mi viene da sorridere a pensare che in realtà uno scontento c’è, il povero Antonio che, nonostante il tappeto rosso steso dal giovane Commisso, continua nella sua incomprensibile battaglia con questa società.

Non riesco ad essere in estasi come tutti, forse perché troppe altre volte sono rimasto deluso, forse perché questa Fiorentina totalmente ristrutturata manca ancora dei punti cardine: portiere e centravanti. Oltre che, per un allenatore che vuole fare il 4-3-3, anche di almeno un esterno a tutta fascia, un’ala in grado di attaccare, ma anche di garantire copertura. Ormai siamo tutti presi dal quasi certo arrivo del nuovo idolo argentino, vi immaginate un attacco con Gud, Kean e il nuovo arrivando? Attacco che i giornalai stanno esaltando? Per me sarà un attacco da imbarcate.

Nel frattempo si è presentato Oulai, un ragazzino tanto umile che è “venuto per imparare”, sarà cattivo in campo? Poi è arrivato il sostituto di Dodo, passeremo da un terzino brasiliano veloce, a un terzino portoghese lento, un’altro affarone.

E quindi continuo a cantare nella testa la splendida “La porti un bacione a Firenze” e, per gioco, cambio bacione con b—-e.

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