Scrivo o non scrivo, scrivo o non scrivo, alla fine scrivo!
Era un derby e lo si è visto bene soprattutto dalla grinta che i giocatori del Pisa hanno messo in campo, grinta che via, via, è andata a diminuire come naturale decadimento delle energie e per come si stava incanalando il risultato. Grinta che nella prima mezz’ora del primo tempo ci ha messo abbastanza in crisi.
Per fortuna Vanoli non aveva messo in campo una Fiorentina solo di fioretto, i centrali di difesa, soprattutto Dragusin, i centrocampisti, Pellegrino e Gnonto, non si sono fatti per niente intimidire. Un po’ peggio è andata a Valdepenas, che però ha 19 anni e poi si è ripreso, e Joao Mario; che invece ormai ha 26 anni, avrebbe un bel piede, anzi due buoni piedi, avrebbe un buon dribbling, ma è moscettino. Non sono sicuro che sia meglio di Dodò, certo non è meglio se deve difendere.
Discorso a parte per Mastantuono, si è impegnato, ha saputo soffrire e non ha lesinato la corsa e la rincorsa, alla fine dei conti non è riuscito ad incidere, ma non è risultato un giocatore nullo come abbiamo visto tante volte essere nulli i recenti Gudmunsson, Colpani, Ikoné, Barák, Richardson, Sohm, Zaniolo, Sottil e, direi, anche Kean. Forse anche Fazzini (sigh).
Si, per il momento stiamo giocando in 11, magari non tutti giocano bene, ma non partiamo mai in 10 o, addirittura, in 9. Che disperazione gli anni scorsi vedere in campo sempre uno o due giocatori nulli.
Un bravo a Gnonto, che con tanta, tanta tenacia ha fatto l’esterno alto a tutta fascia ed ha saputo fare un gol facile. Un bravo a Njie che ha avuto il guizzo per chiudere la partita. Un bravo al Pote per il gol e l’assist a Pellegrino.
Era un derby e l’abbiamo vinto giocando consci di essere la squadra più forte.
L’immagine vorrebbe essere una fusione tra il giglio di Firenze e la croce di Pisa fatta con l’IA, so che è venuto fuori un arrosto, ma va bene così.
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