Chi ha ragione?

Voglio partire dalle convocazioni per la nazionale, fatte uscire ieri dal nuovo, vecchio, allenatore/direttore tecnico Mancini. Per i tifosi o simpatizzanti più distratti, il primo pensiero penso sia stato: cinque giocatori viola! Devo dire che un po’ ci ho creduto anche io. Kayode, Kouadio, Fagioli, Kean… addirittura Mandragora! E si è dimenticato di Ndour, l’intoccabile come si è detto in quest’estate. E poi magari ritorna su alti livelli anche Comuzzo. E per dirla tutta, quel Lucchesi che viene dalla primavera, non sembra per niente male.

Poi, uno fa mente locale a cosa è successo in quest’estate, direi forse meglio, in questo ultimo pazzo anno che ci ha portato al centenario, e scopre che di viola in nazionale c’è solo Fagioli. E l’intoccabile viola per ora non si è tinto di azzurro. Allora la domanda nasce spontanea: chi ha ragione? Mancini o Paratici, Mancini o la Fiorentina di qust’ultimo anno di storia? A scanso di equivoci, dico solo che l’unico che comunque non ha senso rimpiangere è proprio Kean, l’ultimo ad andarsene, ma con una logica di mercato abbastanza scontata. E devo dire, fanno anche un po’ sorridere le critiche rivolte, su questo caso, a Paratici, perché lo ha venduto all’ultimo momento. Da anni il mercato delle punte si fa nell’ultima settimana, perché il calcio non è appunto fantacalcio… almeno per ora. E Paratici ha portato in rosa due punte molto interessanti, uno di prospettiva, uno con una esperienza importante in Serie A e in Premier. Che vi suole di più? O si deve ricordare Piatek, Cabral, Jovic? La domanda da fare, che mi faccio, è perché ci siamo svuotati così tanto di italiani giovani e promettenti? Premetto che io non avrei ceduto neppure Mandragora, perché è un centrocampista di sostanza e di gol anche pesanti, come abbiamo visto subito alla terza giornata. Però, da Kayode in poi, perché si è fatta questa politica così anti-italiana? Rocco ci aveva fatto credere che la Fiorentina sarebbe stata un esempio di squadra italiana fatta in buona parte di italiani e, per quanto possibile, cresciuti nel gioiello del Viola Park. Non è solo una questione romantica, penso sia sostanza. E se Kayode, Kouadio, Comuzzo, siamo arrivati almeno a vederli esordire in prima squadra, ci sono delle scelte sui giovani della primavera un po’ discutibili. Ho visto qualche spezzone di partite del Monza e Lucchesi mi è sembrato difensore molto solido e con buona padronanza tecnica. Per non parlare di Favasuli, che tutti dicono sia il nuovo Di Lorenzo.

Però the show must gone on e quindi è questa Fiorentina giovane e apparentemente talentuosa che dobbiamo valutare e come sempre tifare. Ma anche qui i dubbi ci sono. Euforia estiva (e questa poi non è una novità), con esaltazione del lavoro di Paratici e grandi aspettative per la stagione dei 100 anni. Poi partenza da brivido. Tre sconfitte su tre, Grosso nel baratro, con la sensazione di non averci veramente capito niente. Ma subito sono arrivate puntuali e pesanti critiche anche all’operato del direttore ex Juve, perché quando le cose vanno male, giusto ricordare le origini 🙂 “Fuori Grosso, ma anche Paratici deve dimettersi!” Questo quello che si leggeva e si sentiva. E il richiamo di Vanoli sembrava un’ammissione di colpa clamorosa. Squadra inallenabile, ha fatto album delle figurine, manca carattere, non c’è un’idea di squadra. Intanto arriva Vanoli che aveva detto pochi giorni prima che sognava di allenare questa squadra. Il resto è storia di questa ultima settimana. E allora la domanda si ripete: chi ha ragione? Chi aveva visto qualcosa di intrigante in questa squadra, o chi voleva buttare tutto, acqua sporca, bambino e mamma?Chi la ritiene inallenabili o chi è intrigato dal farlo? Domani abbiamo una partita molto complicata. Qualche risposta può darla, anche se ovviamente non saranno risposte definitive, né tantomeno esaustive. Per fortuna possiamo giocarla almeno con qualche punto e senza lo spettro delle 0 partite vinte che lo scorso anno ci siamo portati per troppo tempo. Personalmente ho fiducia in questo Vanoli e in questi ragazzi. Forse se fosse arrivato prima, ce ne sarebbe stato qualcuno in più, ma, appunto, the show must go on.

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